Chengdu, 20 novembre 2025 – Il China Wine Tour 2025 si è concluso oggi al Tibet Hotel di Chengdu, ultima tappa di un percorso che ha attraversato tre città strategiche della Cina, generando dialogo, opportunità commerciali e un’ulteriore visibilità per il vino italiano in un mercato in piena trasformazione.

L’appuntamento di Chengdu ha riunito quattordici realtà italiane – Marchesi Mazzei, Peppe Buio, Ronco Margherita, Rosarubra e Torri Cantine, Ilatium Morini, Tenuta Giustini, Tenuta Gorghi Tondi, Cozzarolo, Loacker, Cantine Risveglio, Di Camillo, Salustri, La Madonnina e Vinnovative – presentando un’offerta diversificata e rappresentativa della varietà enologica italiana. Buyer, importatori, professionisti e operatori HoReCa hanno animato un pomeriggio di degustazioni, incontri B2B e dialogo diretto con i produttori, in un contesto particolarmente dinamico come quello della capitale del Sichuan.














Un mercato in evoluzione: la voce degli importatori di Chengdu

Tra i protagonisti della giornata, anche gli importatori locali hanno contribuito a delineare una fotografia aggiornata delle tendenze del mercato cinese.
Mike, professionista attivo tra il nord-ovest e il sud-ovest del Paese, ha raccontato come la sua esperienza – prima come chef, poi come importatore – gli abbia permesso di riconoscere nel vino italiano un alleato naturale della cucina regionale cinese.
Oggi, dice, “il consumatore è curioso, aperto alla scoperta di nuovi vitigni, attento alla qualità e sempre più consapevole del valore del vino italiano negli abbinamenti gastronomici”. Chengdu, con la sua cucina ricca di contrasti, tecniche tradizionali e sapori intensi, rappresenta secondo lui una città ideale per esplorare l’integrazione tra gastronomia locale e vini italiani.
Nei calici, durante il roadshow, si sono susseguiti vini provenienti da Sicilia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Marche e Puglia, insieme a varietà meno note per il pubblico locale, come il Verdicchio, che l’importatore ha definito “sorprendente per freschezza e capacità di accompagnare piatti complessi come quelli del Sichuan”.
La prospettiva dei produttori: una tappa che conferma il potenziale

Anche per i produttori la tappa di Chengdu ha rappresentato un importante momento di confronto. Simone Pezzatini Consulente wine businessi ha commentato:
“Partecipo da quasi vent’anni a eventi in Cina: ne ho visti molti, ma questo format funziona davvero. Shenzhen e Chengdu hanno risposto esattamente come ci aspettavamo. Ora attendiamo di trasformare queste relazioni in risultati concreti, ma la strada è sicuramente da ripercorrere.”
Il sentiment condiviso è quello di un mercato che, pur attraversando una fase di riassetto post-pandemia, continua a offrire prospettive significative, soprattutto per chi investe con continuità e capacità di adattamento.
Alessandro Gallici (Vinnovative): “La Cina sta cambiando. È il momento di ascoltare il mercato e continuare a investire”

Tra le riflessioni più articolate emerse durante la giornata, quella di Alessandro Gallici di Vinnovative sintetizza bene l’attuale fase.
Secondo Gallici, “negli ultimi cinque anni la Cina ha cambiato completamente i parametri che conoscevamo: gusti, prezzi, stili di consumo. Il mercato è ancora in definizione, ma resta la prima economia mondiale. Per questo è essenziale continuare a investire.”
Non solo: l’esperienza diretta sui territori, sottolinea, offre indicazioni preziose per comprendere tendenze che spesso anticipano quelle di altri mercati.
“Ciò che funziona in Cina tende poi a funzionare anche altrove. Questo tour ci ha dato molte informazioni utili da riportare in azienda: è un punto di ripartenza, non di arrivo.”
Una chiusura che guarda avanti

La tappa di Chengdu ha completato un percorso di tre città che ha visto un’elevata partecipazione, masterclass di alto profilo e un crescente interesse verso la produzione italiana.
Il China Wine Tour 2025 si chiude quindi con un bilancio positivo: un insieme di relazioni, feedback di mercato, nuove aperture commerciali e una forte conferma di quanto il lavoro continuativo delle aziende italiane possa essere riconosciuto e apprezzato anche in contesti competitivi e in rapida evoluzione come quello cinese.

