La Cina è sempre più vicina al Chianti. E lo ha dimostrato con la visita ufficiale di venerdì 6 giugno: una delegazione del Qingtian County, nella provincia cinese dello Zhejiang, ha incontrato il Consorzio Vino Chianti, per invitare ufficialmente il Consorzio alla prossima edizione del QWine Expo, che si terrà a Qingtian dal 14 al 16 novembre.

Qingtian accoglie il Chianti: il Consorzio invitato al QWine Expo 2025 in Cina
L’incontro – nato nell’ambito di un viaggio istituzionale della delegazione cinese in Toscana – si è svolto nella sede del Consorzio, dove il direttore Saverio Galli Torrini ha accolto i rappresentanti del governo locale cinese con uno spirito di apertura e condivisione.
“Per noi – ha detto Galli Torrini – è stata una bella opportunità per raccontare chi siamo, ma anche per ascoltare chi viene da lontano con sincero interesse. La Cina guarda al Chianti con occhi nuovi: colti, attenti, aperti”.
Focus sul vino italiano in Cina: mercato, consumi e nuove tendenze
Durante l’incontro sono stati approfonditi temi strategici per l’export vinicolo, tra cui l’andamento del mercato cinese del vino, l’evoluzione nei gusti dei consumatori cinesi e il posizionamento del vino italiano nel paese asiatico.
La delegazione cinese era composta da Zhou Yun (vicecapo del governo della contea), Chen Yincheng (vicedirettore dell’ufficio governativo), Ji Suhai (direttore Cultura e Turismo), Wu Haiyan (responsabile degli scambi economici) e Lin Yue (vicedirettrice della zona di cooperazione culturale e commerciale per gli overseas Chinese).
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All’incontro hanno partecipato anche Valentina Tenaglia, CEO di Wine Channel.
Wine Channel è la segreteria italiana ufficiale del QWine Expo e, sin dalla prima edizione, si occupa dell’organizzazione del Padiglione Italia, contribuendo a rafforzare le relazioni commerciali tra le imprese vinicole italiane e il mercato cinese.
Il vino come ponte culturale: il Chianti guarda alla Cina con interesse





“Siamo convinti – ha concluso il direttore Galli Torrini – che la cultura del vino sia una forma di diplomazia naturale: conviviale, concreta, autentica. Quello cinese rappresenta un mercato molto importante per il Chianti, che il Consorzio continuerà a monitorare con molta attenzione e che ci vedrà nuovamente presenti anche nel prossimo OCM”.

