Innovazione, ricerca e sostenibilità: sono queste le parole chiave che hanno guidato la partecipazione del Consorzio DOC Delle Venezie alla nuova edizione di RIVE – Rassegna Internazionale Viticoltura Enologia di Pordenone. Due tavole rotonde di grande attualità, dedicate ai vini low-alcohol e ai vitigni resistenti, hanno visto protagonista il direttore del Consorzio, Stefano Sequino, che ha presentato la visione di una filiera capace di unire identità territoriale e ricerca scientifica per costruire il futuro del Pinot Grigio.
Pinot Grigio DOC Delle Venezie a ridotto tenore alcolico naturale

Durante il panel organizzato da Assoenologi, dal titolo “Vino e consumo, le nuove istruzioni per l’uso – Sperimentazioni tra Low e No-Alcohol”, il Consorzio ha presentato i risultati del progetto di ricerca in collaborazione con CREA-VE, Università di Udine, Università di Padova, Veneto Agricoltura, Vivai Cooperativi Rauscedo Research Center e Fondazione Edmund Mach.
L’obiettivo: sviluppare un Pinot Grigio DOC Delle Venezie a ridotto tenore alcolico naturale, preservando il profilo aromatico e la tipicità del vitigno.
“Il nostro impegno – ha spiegato Sequino – è intervenire sul grado alcolico nel rispetto dell’identità varietale e del profilo tipico del Pinot Grigio nordestino. La sfida è coniugare innovazione, tradizione e sostenibilità per rispondere alla domanda del mercato con solide basi scientifiche.”
Il progetto, già in fase sperimentale nei vigneti pilota, punta a introdurre nel disciplinare la possibilità di produrre vini DOC a bassa gradazione naturale, in linea con le esigenze di sostenibilità economica e ambientale.
Durante la degustazione tecnica conclusiva, il Consorzio ha presentato un Pinot Grigio a 8,8% vol ottenuto dal protocollo sperimentale e un campione a 9% vol già in commercio, permettendo ai partecipanti di confrontare le differenze organolettiche con i vini dealcolati.
Vitigni resistenti DOC delle Venezie

Nella seconda tavola rotonda, “I nuovi disciplinari, vigneti resistenti: sì o no”, il dibattito si è concentrato sull’introduzione delle varietà PIWI nei vini a denominazione di origine.
“Nel nostro areale – ha dichiarato Sequino – l’utilizzo di varietà resistenti è già realtà per i vini IGT. Ora stiamo valutando, con un approccio tecnico-scientifico, il loro impatto qualitativo e aromatico sul Pinot Grigio, in vista di una possibile integrazione fino al 10% nel disciplinare DOC.”
Le prove di microvinificazione e degustazioni in corso su campioni di Pinot Grigio tagliati con varietà resistenti (tra cui Pinot bianco, Friulano e Chardonnay) stanno fornendo risultati incoraggianti. L’obiettivo è garantire la sostenibilità e la competitività della filiera, senza compromettere l’autenticità sensoriale del vino simbolo del Nordest.
Un modello di filiera interregionale e sostenibile
La DOC Delle Venezie, che unisce Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino, rappresenta oggi la più estesa denominazione italiana dedicata al Pinot Grigio. La partecipazione a RIVE 2025 ha confermato il suo ruolo di laboratorio di innovazione viticola, capace di anticipare le sfide ambientali e normative che il settore dovrà affrontare nei prossimi anni.

