Il Consorzio Vino Toscana conferma alla presidenza Cesare Cecchi per il terzo mandato consecutivo. Una leadership che ha guidato il Consorzio lungo una traiettoria di crescita senza precedenti: +577% di adesioni negli ultimi cinque anni, da 70 soci iniziali nel 2019 agli attuali 404 produttori.

La nomina è arrivata nel corso della prima riunione del nuovo Consiglio di amministrazione, tenutasi il 10 giugno presso la nuova sede di Barberino Tavarnelle (FI), inaugurata in occasione dell’assemblea. Accanto a Cecchi, il Cda ha nominato Davide Ancillotti (Chiantigiane Coop) e Lamberto Frescobaldi (Marchesi Frescobaldi) vicepresidenti.
“Sono onorato ed emozionato per questa conferma – ha dichiarato Cecchi –. Abbiamo fatto un percorso intenso, ottenendo il riconoscimento del Mipaaf e coinvolgendo un numero sempre maggiore di produttori. La crescita testimonia l’interesse per la Igt Toscana e la necessità di fare sistema.”
Un consorzio in crescita e una denominazione sempre più strategica
Dal 2019 a oggi, la trasformazione da Ente Tutela a Consorzio ha spinto la denominazione Toscana Igt ai vertici regionali: oggi rappresenta il 36,27% del totale degli imbottigliamenti in Toscana. Con oltre 495 milioni di euro di valore annuo, il segmento si conferma un pilastro dell’economia vitivinicola regionale.
Il Consorzio guarda ora a nuove sfide: valorizzare ulteriormente la denominazione, allargare la base associativa e promuovere una visione integrata di sostenibilità sociale, produttiva e territoriale.
“Aumentare il valore del prodotto – ha sottolineato Cecchi – significa anche rafforzare il sistema sociale locale e prendersi cura del territorio. L’estensione dell’Igt a tutta la Toscana è una risorsa preziosa.”
Tutela internazionale dell’Igt e nuovi progetti per i prossimi tre anni
Tra le priorità del prossimo triennio: la difesa del nome geografico “Toscana” attraverso azioni legali e registrazioni nei Paesi extra-UE che non riconoscono ancora le Indicazioni Geografiche, come gli Stati Uniti.
In parallelo, il Consorzio punta sull’ampliamento della categoria con l’introduzione di “Vino Spumante” e “Vino Spumante di Qualità”, strumenti chiave per interpretare la domanda dei mercati internazionali.
“Vogliamo creare nuove opportunità per i produttori – ha dichiarato Cecchi – e per questo attiveremo anche format di formazione e comunicazione per rafforzare il legame con i soci e aggiornarli sull’evoluzione normativa e istituzionale del settore vino.”
Il nuovo Cda e i dati chiave del mercato della Toscana Igt
Il nuovo Consiglio resterà in carica fino al 2027 e include nomi di primo piano del vino toscano: da Antinori a Ruffino, da Banfi a Principe Corsini, fino a cooperative storiche come Colli Fiorentini e I Vini di Maremma.
Il Consorzio Vino Toscana si conferma anche una realtà fortemente orientata all’export, con il 69% delle bottiglie destinate ai mercati esteri. In testa l’Europa (46%), seguita da Stati Uniti (33%) e Asia (6%).
L’export è cresciuto del +126% nell’ultimo decennio, segnale di una denominazione in salute e sempre più riconosciuta a livello globale.

